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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Sole, una bella nevicata, poi polenta: sinestesie trentine ed economie dell’esperienza

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"Sole, una bella nevicata, poi polenta. E così per giorni e giorni senza sosta. Fantastico." (Paolo, studente, Il calore e l'ospitalità del Trentino, novembre 2008. foto Alex Majoli, Magnum Photos), fonte: Repubblica, 11/12/2009.

Il colore del legno sullo sfondo di una bufera di neve, gli sci accatastati fuori come una natura morta apparente che prelude ad un dentro pieno di rumore e di vita.Il puntino rosso fuoco del desiderio, raggio traente verso il rifugio. Si avvicinano i tempi delle settimane bianche e il Trentino rinnova la sua immagine scommettendo su una veste giovane, energica come lo studente Paolo. La felicità promessa incorpora l’esclusiva della quota e vuole al contempo essere alla mano: c’è ancora la crisi, dopotutto, e la minima deriva vanziniana è proibita. Ci sono soprattutto i sensi, il corpo: la neve che punge il viso dello sciatore e la brace del camino che accarezza la pelle.  Il movimento, la sfida solitaria della discesa e il riposo tra compagni seduti di fronte ad una birra. Il sudore del corpo circondato dal freddo e la ricompensa del piatto caldo dentro lo stomaco. E poi ancora via, “senza sosta”. Un vortice sinestesico che ci spinge a vivere fino all’ultima goccia, o l’economia – pardon – l’experience economy che sta raschiando il fondo del barile?

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