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edited by Alessandro Coppola

Kengo Kuma all’Ex Manifattura Tabacchi di Rovereto (TN)

Il prossimo 25 novembre 2009 alle ore 18.00 presso il Mart di Rovereto (TN) si potrà partecipare al convegno di presentazione del progetto di riqualificazione dell’Ex Manifattura Tabacchi di Rovereto cui parteciperà Kengo Kuma e altri noti architetti (Carlo Ratti e Alejandro Gutierrez).

Ecco il link dove poter scaricare la locandina:

http://dl.dropbox.com/u/985587/091109%20flyer%20KKA%20CRA%20ARUP%20poster.pdf

In breve:

Manifattura Domani è la società pubblica, costituita dalla Provincia autonoma di Trento per il tramite di Trentino Sviluppo, incaricata di realizzare il Progetto Manifattura.

Il Progetto Manifattura si inscrive nel’ambito della “green innovation”, i cui temi prioritari riguardano la sostenibilità nel settore delle costruzioni e le energie rinnovabili. Il suo obiettivo consiste nella riqualificazione dell’“ex Manifattura Tabacchi” di Rovereto, un’icona della storia industriale del Trentino, per sviluppare e ospitare un sistema produttivo specializzato sui temi della sostenibilità ambientale e delle cleantech, con basi nel territorio della provincia di Trento ma concepito per servire un’area più estesa.

Il Progetto Manifattura è attualmente nella fase di realizzazione del master plan e si avvale di un team nel quale concorrono competenze che spaziano dall’analisi economica e aziendale alla progettazione urbanistica ed architettonica.

Il 25 novembre, alle ore 18.00, nella sala conferenze del Mart il team si presenterà al pubblico con interventi di Kengo Kuma, Carlo Ratti e Alejandro Gutierrez. Nell’occasione saranno presentati alcuni dei principali progetti già realizzati, per favorire una conoscenza diretta della filosofia di lavoro e delle metodologie che i progettisti applicheranno nel corso della realizzazione del master plan della nuova Manifattura.

2 comments to Kengo Kuma all’Ex Manifattura Tabacchi di Rovereto (TN)

  • cri_m

    Sarebbe interessante capire cosa di quella filosofia “generale” che appartiene a progetti già realizzati altrove sia mutuata e mutuabile nel caso specifico di Rovereto.
    Kengo Kuma è un architetto intelligente, ma chissà cosa si aspetta la città di Rovereto da lui, aldilà della sua fama.
    Le trasformazioni delle ex aree industriali passano spesso per passaggi di mano di gestioni da ex industriali pesanti a nuove forme di produzione, talvolta culturali e di spettacolo, talvolta come in questo caso di ancora produttive. Per un verso la persistenza dell’attività lavorativa che lega un complesso industriale al suo territorio mi pare possa ricomporre e reinterpretare una relazione di appartenenza che le dismissioni in qualche modo spezzano, per un verso sono molto curiosa di capire che tipo di spazio, aldilà della forma, gli architetti stanno prefigurando e che tipo di relazione questo – a maggior ragione in quanto industriale “green” – possa istituire oggi con la sua città, restituendole in qualche modo un luogo pubblico (nel senso anche “di tutti”) ed uno spazio ove riconoscersi.
    La storia insegna che non è troppo spesso così.

  • Francesco M.

    Il convegno mi è sembrato meno interessante di quello che prometteva. Ecco alcune note critiche:
    1. una pianificazione tradizionale: La prima rigurda il fatto che non si è accennato minimamete all’intervento di riqualificazione che verrà fatto. Il punto è che dalle parole dette esso è già stato definito nei contenuti (polo tecnologico di produzione di tecnologie “green”). Non si è capito in base a quale logica è emersa la vocazione di Rovereto ad ospitare un polo tecnologico “green”. le scelte sono pubbliche o si ci si è confrontati con inprese private? chi mette i soldi per riqualificare l’area? si prevede di riqualifcare la manodopera che già lavorava lì? chi andrà ad abitare e animare quella zona? sono solo alcune delle domande a cui non si è dato risposta.
    2. Ma quale manifattura? Il secondo punto riguarda la partecipazione della collettività locale al processo di piano: nel pubblico che come me è rimasto fuori dalla sala perchè troppo piena c’era un signore che creava scompiglo nella folla attenta alle parole giapponesi di Kuma. Era ancora vivo il dolore di avere dedicato tutta la sua vita a quel luogo (27 anni) e di vederlo oggi chiuso e abbandonato. Era frustrato del fatto di non poter nemmeno entrare nella sala. Era inoltre furente per il fatto che della ex manifattura ad un convegno che parlava proprio di quello non se ne parlasse affatto. La cosa curiosa infatti è che i vari architetti che si sono succeduti avranno fatto si e no un sopralluogo sull’area mezz’ora prima del convegno. Non avevano idee di nessun tipo. Parlavano a braccio mostrando la filosofia dei loro precedenti interventi. Gutierrez ha parlato di ambiente e di soluzioni architettoniche “environmental friendly”, Ratti ha parlato di un futuro immaginario dove gli autobus ti vengono a prendere e non sei tu ad andare a prendere loro, Kuma ha parlato di materiali (giapponesi)…il convegno si è chiuso con l’annuccio che ogni idea del pubblico era ben accetta e gradita…francamente una chiusura comica, visto che sono loro quelli strapagati per produrre idee e, soprattutto, l’idea di fare un polo tecnologico era già stata decisa prima e non era in discussione di certo quella sera.
    3. filosofie progettuali: chiuderei dicendo che gli uomini scelti per il progetto di realizzazione di un polo tecnologico “green” sono sembrati per sensibilità e competenza del tutto appropriati a quel compito. Non solo: la loro fama è sembrata strategicamente utile a far decollare un progetto che dovrebbe intercettare imprese da tutta Italia ed Europa. Di fatto penso che complessivamente il progetto di Manifattura domani può essere inquadrato come un intervento estremamente interessante di marketing territoriale. Per chi è interessato all’argomento del marketing territoriale consiglio il testo di G. Caroli “Il marketing territoriale” (FrancoAngeli 2003) e i testi di Gastone Ave.