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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Comunità contrattuali

Che spazio ha oggi l’auto organizzazione di comunità locali nei processi di trasformazione territoriale? Possiamo immaginare una società costituita interamente da comunità autosufficienti? Perchè lo Stato dovrebbe promuovere l’auto organizzazione?

Questo libro, edito da Bruno Mondadori, tratta con estremo rigore scientifico il tema ed offre una categorizzazione efficace delle numerose opzioni a disposizione della società civile per organizzare la propria azione. Le “comunità contrattuali” di cui parlano Stefano Moroni e Grazia Brunetta sono gruppi di individui che volontariamente si aggregano e acquistano lotti di suolo su cui poi andranno a vivere, definendo regole di accesso al gruppo e di uso della risorsa.

Risulta particolarmente interessante la ricostruzione bibliografica che gli autori fanno della letteratura anglofona al riguardo e la classificazione delle due pricnipali tipoogie. Il testo purtroppo presenta solo esperienze americane che forse risultano lontane dal sistema giuridico italiano.

Dalla quarta di copertina si legge:

“Nelle nostre città, le regole edilizie e urbanistiche così come le infrastrutture e i servizi sono stati tradizionalmente garantiti dall’amministrazione pubblica. In tempi recenti stanno invece sempre più affermandosi, soprattutto negli Stati Uniti, forme private volontarie di regolazione degli usi dello spazio e di fornitura di servizi comuni che possono essere definite comunità contrattuali. Il volume propone un’analisi e una discussione di questi modelli di organizzazione autonoma a base territoriale, nell’ipotesi che sia indispensabile un approccio critico e consapevole a essi, che superi le tante interpretazioni riduttive e semplicistiche correnti. L’obiettivo è comprendere come meglio accogliere realtà di questo tipo in un particolare sistema misto di organizzazione del territorio che, pur mantenendo un importante ruolo pubblico nella garanzia di alcune regole fondamentali di convivenza e nella fornitura di determinati servizi di base, riconosca maggiore spazio a strutture private volontarie, rendendo così realmente operativo l’ideale della sussidiarietà. L’ipotesi è che questa sia una delle sfide principali che investiranno a breve anche la società e le città europee”.

Per maggiori info:

http://www.brunomondadori.com/scheda_campus.php?ID=2823&campusID=57

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