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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Presentazione di “il Reportage” – trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia

Un’intervista che apre, un percorso che si muove in parallelo tra scrittura e immagine, un racconto nelle ultime pagine e una foto d’archivio a chiudere la rivista. ilReportage, che ha pubblicato, tra l’altro, testi inediti di Beckett e Kapuscinski, nasce da una precisa esigenza : colmare un vuoto, ridare respiro e valore ad una forma di giornalismo – il giornalismo d’inchiesta – che nella stampa di oggi appare sacrificata, alleggerita del suo vero peso (se per peso intendiamo : cifra, portata) o, all’opposto, esaltata ed esaltante nella forma, ma debole in contenuto. Come spiega Riccardo De Gennaro, giornalista e scrittore, fondatore con Mauro Guglielminotti e direttore della rivista, « in un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti c’è nuovamente bisogno di raccontare la storia in presa diretta ».

E qui la storia viene raccontata non solo attraverso la parola scritta, ma anche attraverso il fotoreportage che, anziché limitarsi ad accompagnare la narrazione, crea uno spazio dentro lo spazio, si ritaglia una sua personale ragione di essere, diventa corpo, narrazione a sé stante. Si tratta in effetti di voci, di voci e di sguardi plurimi, che pur rispettando nell’impostazione la tradizione storica del reportage (come quella di Epoca o di Illustrazione italiana) , si concedono una maggiore apertura rispetto a stile, tema, visione, provenienza. Realtà e immaginario si toccano ma non si fondono, trovando così una loro precisa collocazione tra le pagine senza lasciarsi attrarre e ingannare da una mescolanza spinta all’eccesso che rischierebbe di snaturare il genere.

Restare quindi a cavallo tra giornalismo e letteratura – com’è proprio di questa forma – rimanendo però aderenti al vero, dando corpo al reale attraverso « la grana della propria voce ».

Scrive il fotografo Francesco Pagetti nell’intervista che apre il numero 13 (pag.7): « Per fare foto, come diceva Capa, devi andare molto vicino, se non senti l’odore di quel che ti succede intorno, vuol dire che non lo puoi raccontare come dovresti ». È allora  necessario poter sentire quell’odore, addentrarsi nei sottosuoli del potere, nelle pieghe dei territori, nelle zone interstiziali, nelle feritoie e nella ferita delle periferie, negli altrove di un passato cancellato o dei luoghi di confine. Per fare questo, per mantenersi coerenti con la necessità e il desiderio di colmare uno spazio vuoto – o svuotato – del giornalismo di oggi, la selezione dei pezzi e dell’apparato fotografico è un momento estremamente importante del lavoro redazionale. Una foto non può limitarsi ad illustrare, non può limitarsi ad essere « una bella foto » : la foto deve raccontare. Così come un reportage non può limitarsi a raccontare : deve ricostruire il reale senza filtro, senza copertura, senza troppi abbellimenti – pur mantenendo, certo, la sua qualità letteraria. È questo l’obiettivo che muove la rivista e che ne continua ad alimentare la ricerca : anziché limitarsi a descrivere, ad aggiungere una didascalia al quotidiano, far sentire al lettore quel preciso odore  che Robert Capa, nel ricordo di Pagetti, è stato in grado di restituirci.

Mariasole Ariot

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Nel nuovo numero di ilReportage: un viaggio negli ex manicomi criminali, un passaggio in India tra fede, rivolte e paure, un’intervista a Nanni Balestrini sui 50 anni del Gruppo 63, un fotoreportage sui ghiacciai, e altro ancora.

Informazioni: ilReportage ha una tiratura di 1.500 copie. Viene distribuito nelle principali librerie italiane. Le pagine sono 96, tutte a colori. Il prezzo è di 10 euro. Direttore è Riccardo De Gennaro, che ha lavorato per oltre 20 anni a il Sole-24 Ore e poi a la Repubblica, photoeditor Mauro Guglielminotti. Pubblicato da Edizioni Centouno srl.

http://www.ilreportage.eu/

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