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edited by Alessandro Coppola

Un report dalla PRIMA BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO

Pubblichiamo di seguito un report di Claudia Roselli (Facoltà di Architettura, Università di Firenze  e  School of Planning and Architecture, UD, New Delhi, India) sulla Prima Biennale dello Spazio Pubblico.

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ROMA, 12-14 MAGGIO 2011

Lo Spazio Pubblico: Percezione e Progetto

A metà Maggio a Roma si è svolta la I Biennale dello Spazio Pubblico: un evento nuovo, della durata di tre giorni, completamente gratuito, dedicato all’interpretazione ed alla lettura dello spazio pubblico contemporaneo. La Biennale è stata organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica ed è stata ospitata nelle aule della Facoltà di Architettura Roma Tre, nell’ex mattatoio, a Testaccio.

Dibattiti, confronti ed esposizioni hanno trattato gli interrogativi e le questioni più attuali che interessano la città contemporanea, gli spazi pubblici e le loro trasformazioni.

Le diverse sessioni hanno costituito luogo di incontro e riflessione attorno alla storia di sviluppo e trasformazione della città in relazione allo spazio pubblico ed ai suoi significati e significanti contemporanei: la città ed i suoi spazi pubblici, l’importanza dell’arte nello spazio collettivo, le donne, i bambini, gli anziani ed i migranti nell’uso dello spazio urbano e la loro influenza nella costituzione di un immaginario collettivo condiviso per attivare nuove possibilità interpretative dei luoghi.

Durante la seconda giornata, tra le varie iniziative, si è tenuta la sessione la Città Eventuale, organizzata da Ilaria Vitellio, dove sono state mostrate esperienze localizzate in vari luoghi geografici: esempi del ruolo che l’evento effimero – artistico, sportivo… – può avere: sia in maniera positiva che negativa, all’interno dell’intero corpo urbano. La positività sta nella capacità di innescare trasformazioni permanenti, che si verificano proprio in seguito a situazioni temporanee, che permettono di interpretare lo spazio in modo diverso dall’uso che abitualmente ne viene fatto; l’aspetto negativo è invece individuato nei cambiamenti irreversibili nello spazio, che seguono la brevità dell’evento e che non rispecchiano l’identità collettiva in maniera realistica e profonda.

L’arte è invece stata interpretata come un elemento essenziale per la costituzione di immaginari progettuali, un nuovo linguaggio in grado di creare legami e di attivare riflessioni sulla valenza e l’uso dello spazio urbano, nella gestione e nella creazione di spazi per la città e nella città.

Nella terza giornata si è svolta la sessione la Città Meticcia: l’urgenza dell’argomento è stata trattata da un punto di vista di inclusivismo urbano, in contrapposizione all’esclusione ed al rifiuto dell’altro, del diverso, dello straniero.
La sessione è stata introdotta e guidata da Francesco Careri, a seguire le varie testimonianze di immigrati ed occupanti delle varie strutture romane: “Abitare meticcio, dal condominio alla città e ritorno. Storie di convivenza, di spazio pubblico e di città, raccontate dagli abitanti delle occupazioni”. Khadija Ouahmi, donna marocchina dell’occupazione di Tempesta/Action ha raccontato come nella comunità meticcia della loro zona, tutte le donne rivestano il ruolo di zia per ogni bambino: un riferimento fisico ed educativo nel quartiere, dove il meticciato e la mescolanza si manifestano nelle pratiche del vivere quotidiano; guardarsi i figli a vicenda, utilizzare il cibo e la sacralità delle proprie feste di origine come sistema per ricordare le proprie radici e per creare momenti di unione tra le diverse culture. Sempre a Porto Fluviale esiste il Bar Multietnico dove ogni persona può contribuire portando cibo del proprio paese: luoghi di incontro dove è possibile attraversare i confini ed i limiti culturali. Durante la sessione sono scaturite riflessioni sull’importanza del diritto dell’uso dello spazio urbano ed a proposito di questo la frase pronunciata da Lucica Constantin, rom di Metropoliz: “Non siamo intelligenti perché non abbiamo diritti” – parole da contestualizzare nell’odierna erosione del diritto e della democrazia, come risposta alla necessità di ri-creare un tessuto relazionale spontaneo, substrato comune anche nel passato delle nostre città, che si è andato a perdere con le trasformazioni sociali contemporanee.

Il proposito che ha chiuso l’intera manifestazione, alla fine dei tre giorni, è stato quello della futura stesura di una Carta dello Spazio Pubblico, documento che dovrebbe avere, su scala internazionale, lo stesso valore della Convenzione Europea del Paesaggio.

Tale carta sarà forse composta prima della prossima Biennale romana del 2013 e dovrebbe comprendere al suo interno la definizione del concetto di spazio pubblico ed il suo valore, considerando quelle che sono le tendenze che sono emerse nei diversi dibattiti: dal ruolo che i diversi spazi hanno e potrebbero avere e dall’uso che ne fanno i privati cittadini o gli interi gruppi urbani. L’interpretazione che è emersa, da un confronto dei diversi partecipanti, è quella che lo spazio pubblico sia uno degli elementi fondamentali per il futuro dell’urbanistica contemporanea e per l’interpretazione futura delle nostre città: come se attraverso lo spazio pubblico, la sua gestione, la sua progettazione, la sua attraversabilità e la sua organizzazione potessero emergere delle nuove soluzioni per quelli che sono gli interrogativi più attuali ed urgenti.
Chi abita veramente la città contemporanea? Quali sono i diritti di chi vive ed attraversa gli spazi pubblici e le zone delle trasformazioni? Chi abita gli spazi contesi e chi prende le decisioni che hanno il potere e la possibilità di trasformare la città?
Nel dibattito conclusivo è stata lamentata la poca presenza della classe politica: a ribadire che forse gli errori nella gestione della città sono proprio frutto di una mancanza di comunicazione tra chi la città la vive e la esperisce e chi invece ha gli strumenti e le posizioni per poterla cambiare sul serio.

In attesa della stesura della Carta dello Spazio Pubblico, rimangono aperte piattaforme e situazioni visibili, visitabili ed attraversabili all’interno delle varie realtà urbane presentate a Roma.

Più stimoli diretti ed informazioni precise nel sito della Biennale: www.labiennaledellospaziopubblico.it

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