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"Loro Dentro. Giovani, Migranti, Detenuti"
a cura di Roberto Beneduce, Luca Queirolo Palmas e Cristina Oddone

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Un report dalla International Society of Ethnology and Folklore Conference

Riceviamo da Roberta Raffaetà un breve report sulla conferenza People Make Places : Ways of feeling the world, di cui avevamo già pubblicato la call for papers.

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Tra il 17 e il 21 aprile 2011 si è tenuta la decima edizione del congresso della International Society of Ethnology and Folklore (SIEF) presso la facoltà di Scienze Sociali ed Umane dell’Università di Lisbona.

La conferenza trattava temi molto attuali e ha rappresentato un punto d’incontro interessante tra discipline anche molto diverse tra loro per contenuto o approccio teorico. Il titolo di questa edizione era People make places: Ways of feeling the world. Il convegno è durato tre giorni; ogni giorno iniziava con una key-note lecture (tra i grandi nomi, Saskia Sassen sul concetto di expulsion e Catherine Lutz che ha discusso la mercificazione dell’automobile come living environment) e continuava con le sessioni parallele di workshops. Le sessioni di workshop erano più di 300.

E’ difficile ed arbitrario riassumere la molteplicità delle tematiche e degli approcci teorici, ma tenderei a sintetizzare i contribuiti di questa conferenza come un’esplorazione della tensione esistente tra le forze strutturali e macro nel modellare la quotidianità e la agency individuale e sociale a livello micro d’analisi, capace di scardinare logiche deterministiche. Una riflessione, quindi, su come le persone in varie parti del mondo danno senso e vivono i loro spazi in maniera creativa e inaspettata.

Molti dei contributi presenti a Lisbona hanno esaminato questa dialettica attraverso le piste analitiche offerte dalla sensorialità, dai fenomeni di embodiment e dalle emozioni. Vari contributi hanno evidenziato come questi aspetti più fluidi e sfuggenti dell’esperienza si declinino in modi molto concreti, attraverso la costruzione di appartenenze e partecipazione in contesti, per esempio, d’immigrazione, diaspora e multiculturalità. Nell’ultima giornata, invece, sono stati discussi i temi dell’ambientalismo, dell’ecologia e dell’etica.

Durante i tre giorni era anche presente una rassegna di film etnografici. E’ avvenuto, infatti, uno sforzo congiunto di diversi linguaggi e media nel tentativo di esprimere in che maniera si costruisce e percepisce il senso di appartenenza e il senso della quotidianità.

I partecipanti provenivano da tutto il mondo: i portoghesi a fare gli onori di casa, e come impressione molti scandinavi, buona presenza dell’Europa dell’est e di lingua tedesca. Per la prima volta in un convegno internazionale appare evidente una massiccia presenza di italiani. E poi che altro dire… venue azzeccatissima: Lisbona è immortale nella sua decadenza, con i suoi azulejos, il bacalao, i suoi odori e le sue vie.

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Il sito ufficiale della conferenza: http://www.nomadit.co.uk/sief/sief2011/

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