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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

PER UNA STORIA DEL TURISMO NELL’ARCO ALPINO

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Nonostante l’importanza economica e culturale assunta dal turismo nel corso del XX secolo, divenuto vero e proprio fenomeno di massa, la ricerca storiografica non ha indagato su questo aspetto, almeno fino ad oggi, con l’attenzione che avrebbe in realtà meritato. I motivi di questa “negligenza” risiedono oltre che nella dispersione e diversità delle seppur numerose fonti, soprattutto nella mancanza di un appropriato accesso concettuale e metodologico. Gli approcci sociologici e storiografici fin d’ora sperimentati per leggere il turismo si rivelano, infatti, alla luce di un’analisi critica, poco adeguati a restituire la complessità del fenomeno in quanto relativi per lo più a specifiche realtà sociali, storiche e geografiche o confinate a singole visioni interpretative.

Il progetto dedicato alla storia del turismo in Trentino – promosso dalla Fondazione Museo storico del Trentino – intende innanzi tutto raccogliere empiricamente dati quanto mai completi su una realtà territoriale studiata per ora solo localisticamente. Si vuole far emergere la vasta gamma di implicazioni e ripercussioni socio-culturali del turismo, iscrivendo perciò l’intera indagine in una prospettiva di ricerca prevalentemente storico-sociale.

A partire dai primi decenni dell’Ottocento si assiste alle prime forme di turismo organizzato che consentono l’evoluzione verso le moderne forme di turismo di massa. Si intende qui definire un quadro di riferimento che dia conto di questa evoluzione – che permetta di osservare i flussi generati (o influenzati) dagli spostamenti, dalle infrastrutture, dai luoghi ove si sviluppa in maniera particolare una disponibilità all’accoglienza o da quelli dotati di risorse ambientali o culturali in grado di proporsi come centri d’attrazione – e definisca le reciproche influenze che questi fattori hanno sul territorio e i suoi visitatori.

In quest’ottica particolare attenzione è rivolta proprio a coloro che si recarono in Trentino ed alle memorie di questi soggiorni, siano esse confluite in diari, opere letterarie o iconografiche. Si esaminerà il senso e il valore di quest’occhio “esterno” alla realtà trentina che ha indubbiamente dato avvio a nuovi processi di estetizzazione del paesaggio, come quelli legati, ad esempio, alla “scoperta” dell’alta montagna o alla valorizzazione delle “bellezze naturali” trentine. Accanto ai modelli estetici proposti dai turisti convive la produzione di ricordi di viaggio (souvenir, cartoline ecc.) che possono registrare i processi di interiorizzazione e rielaborazione da parte della popolazione residente di un nuovo modo di leggere il proprio territorio.

Il rapporto tra locali e turisti, gli impatti sulla società locale e sul territorio, rivestono particolare rilievo poiché testimoni dei contatti (o dei conflitti) culturali indotti dal turismo.

Il fenomeno turistico condizionerà in primo luogo il rapporto tra le realtà cittadine e le vallate con la proposta di modelli sociali (ad esempio quelli legati ad una maggior libertà nei costumi sessuali) che andranno a modificare la percezione che hanno di sé gli abitanti delle vallate. In questo senso il fenomeno turistico può essere letto anche come processo di modernizzazione dove la necessità di rapportarsi con le esigenze espresse dal turista corrisponde anche alla volontà di colmare un gap culturale.

Nel tempo si assisterà quindi all’urbanizzazione dei paesi trasformati in centri residenziali per turisti e fortemente condizionati dall’andamento stagionale delle presenze. Qui vedranno la luce le nuove professioni legate all’industria del turismo che comporteranno anche forme di emancipazione da una struttura sociale contadina capaci di aprire nuove opportunità lavorative (andare a “servizio”) fino alla particolarità di un’industria dell’accoglienza in grado di diventare il luogo privilegiato di una nuova imprenditoria femminile. Tutti i modelli sociali e culturali accolti dalle comunità, presi, rielaborati e restituiti ai turisti, creano un nesso circolare che mette in luce i processi di auto percezione dei residenti: la loro restituzione speculare verso gli “ospiti” ne genera di nuovi fino al sedimentarsi di strati culturali ove risulta non sempre evidente cosa è effettivamente tradizione e cosa proiezioni mentali provenienti dall’esterno.

Ma è il territorio, ed in particolare quello montano, che registra i cambiamenti più visibili: se scontati (ma mai sufficientemente indagati in una prospettiva storica) appaino forse i danni ambientali e la distruzione del paesaggio arrecati, ad esempio, dagli impianti di risalita e dall’“industria della neve”, più complesso appare il rapporto tra la costruzione di grandi strutture architettoniche (impianti sportivi, funivie, residence, centri culturali, ecc.) e i piccoli paesi in cui vengono collocate. Non meno privo di interesse risulta essere la progettazione urbanistica del territorio a fini turistici, come il condizionamento urbano delle cosiddette “seconde case” o delle diverse infrastrutture viarie. Casi di studio capaci di dare conto dei diversi e molteplici piani di lettura sono ad esempio i Parchi Naturali che permettono di misurare i risultati di due opposte tendenze, sempre presenti: la necessità di uno sviluppo e sfruttamento del territorio a fini t uristici, e la contestuale volontà di tutela e conservazione.

Ricercatori impegnati: Claudio Ambrosi, Michael Wedekind

PROGRAMMA DEI LAVORI

Entro il 15 settembre 2010
Comunicazione (abstract) della disponibilità ad entrare a far parte del progetto.

Nel novembre 2010
Seminario/discussione sui temi che i singoli ricercatori intendono sviluppare.

Da novembre 2010 ad ottobre 2011
Redazione di un contributo da pubblicare in un volume collettivo edito entro la fine del 2011.

Nella prima metà del 2012
Convegno internazionale di confronto con una realtà territoriale alpina analoga per geografia e sviluppo storico.

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Informazioni
Claudio Ambrosi, amborsi@amcl.it
Michael Wedekind, wedekind@uni-muester.de

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