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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Sangue amaro

Sangue amaro è il secondo annuario curato dalla redazione di Napoli Monitor, mensile indipendente di cronache, inchieste, reportage e disegni. L’annuario propone nove reportage inediti firmati da Salvatore Porcaro, Luca Rossomando, Alessandra Cutolo, Marcello Anselmo, Massimiliano Virgilio, Gianluca Vitiello, Marco Borrone, Giusi Marchetta e Bernardo De Luca, contrappuntati da disegni e sequenze di Cyop&Kaf, Diego Miedo, Malov, Arp e Luca Eno Trimaldi.

I reportage presenti nel libro prendono le mosse non solo da una esigenza ‘civica’ – in senso lato, di denuncia di situazioni inaccettabili, di problemi sociali irrisolti e pungenti: storie che fanno venire, appunto, il ‘sangue amaro’ – ma anche da una vera e propria passione per incontri e testimonianze genuine, da un desiderio di ‘raccontare’ la città e il suo territorio nelle trasformazioni in corso. Per far ciò – gli autori di Napoli Monitor lo hanno ben compreso – è necessario in primo luogo inventare un modo di raccontare che si discosti e trovi delle alternative rispetto alla memoria breve e schizofrenica – in effetti, un’assenza di memoria e di narrazione – dei mass media mainstream. Laddove infatti i giornali impacchettano i ‘fatti di cronaca’ sulla base di pochi elementi stereotipici (puntando tutto su tinte fosche e raccapriccio: l’emergenza, il fattaccio) prima di gettarsi con una tecnica mordi-e-fuggi vero la prossima emergenza e il prossimo fattaccio, la comprensione della realtà sociale e umana presente dietro ciascuno di quei ‘fatti’ richiede evidentemente un’analisi più approfondita, di scavo sotto la superficie.

Ciascuno dei nove reportage di Sangue amaro si aggira sulle 15-20 pagine e si basa su un incontro o una serie di incontri con informatori/testimoni privilegiati di un dato ambiente o sottomondo sociale – in alcuni casi, frequentazioni che persino maturano o rinsaldano delle amicizie con il reporter. Il tentativo è dunque quello di scavare nelle vicende per incontrare le storie attraverso la voce di chi le ha vissute, o subìte, la voce di chi ne è stato ‘testimone’ (il testimone è sempre in qualche modo un sopravvissuto).

Nella prima parte del libro i ritratti sono collettivi (‘foto di gruppo’), per così dire ‘corali’, mentre nella seconda – preceduta da due ‘sequenze’ di disegno – diventano individuali (‘fototessere’), concentrandosi sulle vicende di un personaggio ‘forte’ che diviene narratore e attore centrale. Fra le prima vi è la storia della comunità africana vittima della strage ad opera del clan dei Casalesi, compiuta a ferddo e per pure finalità terroristiche – un racconto tragico, intessuto di razzismo e barbarie, ma importante per riabilitare la memoria delle vittime e per conoscere la vita quotidiana, le difficoltà e la resistenza di una comunità migrante nel vasto hinterland partenopeo. Altro racconto corale è quello basato su una ventina di interviste a operai cassaintegrati dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, che fotografa tutte le incertezze e le paure di una classe operaia più debole che mai di fronte alle nubi all’orizzonte di una crisi industriale dal profilo epocale. Estremamente avvincenti risultano invece i successivi racconti di una generazione (e mezzo) di attori ‘di strada’ che, proveniendo dai percorsi biografici dissestati dell’underclass di periferia, e da uno o più periodi di carcere, hanno intrapreso percorsi di teatro e di cinema (quest’ultimo, in molti casi, li ha sedotti e abbandonati).

Fra i ritratti più approfonditi vi sono poi alcune biografie incredibili come quella di Paco, parcheggiatore abusivo di piazza Mercato, nelle cui vicende sembra condensarsi un pezzo di storia del paese: dal mestiere di magliaro emigrante nel nord Italia al seguito del padre, al contrabbando di sigarette nel centro storico di Napoli, il gioco d’azzardo e i furti in mezza Europa, da soccorritore nel terremoto dell’80 a tossico per tutto il resto degli anni ’80, per diventare poi galoppino della camorra nel mercato delle scommesse illegali e finire parcheggiatore oltre che factotum durante il torneo di calcio che si gioca in primavera nella stessa piazza. Medaglione muto resta invece quello di Vittorio Maglione, il ragazzino di Villaricca che si suicidò a dodici anni. A testimonianza di questo ragazzo, che si impicca da solo in casa, restano solo i biglietti in memoriam dei compagni di classe e pochi dati biografici essenziali: l’appartenenza a una famiglia legata a un clan camorristico, e l’uccisione, quattro anni prima, del fratello quindicenne in una faida, il cui casus belli era stato il furto di un motorino. Seguono alcuni reportage che mettono a fuoco il funzionamento (e soprattutto il malfunzionamento) delle istituzioni: una visita al depuratore di Cuma guidata da Enzo, un operaio innamorato del mare e della propria terra che ha passato l’intera vita a lavorare in mezzo a liquami e fanghi inquinati, completamente annichilito dalla distruzione forsennata del patrimonio ambientale causata dalla speculazione edilizia; un giro per le scuole con ‘il Pivo’, un ragazzo che insegna italiano ai figli dei lavoratori cinesi residenti in paesi come Boscoreale, Terzigno e San Giuseppe Vesuviano; e, infine, un incontro con due personaggi che in ambiti diversi stanno conducendo delle battaglie di civiltà: Fabio Dito, un medico del centro di salute mentale di Aversa, e Antonio de Gennaro, un agronomo che ha collaborato alla stesura del piano territoriale regionale della Campania, dopo aver denunciato gli imbrogli di precedenti piani compiacenti.

In generale, la priorità nella scelta dei casi seguiti in Sangue amaro è dettata da un’urgenza innegabile, dalla voglia di parlare di temi importanti e in molti casi gravi. Si tratta di storie difficili, che vengono tuttavia raccolte con precisione e senza farsi prendere la mano dalla fantasia o dall’iperbole letteraria. Piaccia o meno, e al di là delle indicazioni morali e politiche che pure andranno tratte, questo ritratto della Napoli di oggi – soprattutto nel suo profilo culturale e di mentalità – fornisce una grande ricchezza di fatti e di storie, di sogni e di incubi, che occorre assolutamente conoscere.

http://napolimonitor.wordpress.com/

http://www.ancoradelmediterraneo.it/

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