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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Abitare in periferia

Call for paper

La rivista Archivio di Studi Urbani e Regionali lancia un call for paper dedicato all’abitare in periferia. Il tentativo vorrebbe essere quello di fare il punto sull’abitare in aree rurali o marginali ed insediamenti minori, generalmente poco analizzati.

Il tema richiama tre significati fondamentali:

–          il primo: il punto di vista. Si vuole privilegiare una prospettiva “periferica”, ossia un guardare le periferie stando in periferia. Si vorrebbe innanzitutto stimolare, quindi, un lavoro di definizione di cosa sia territorialmente periferico, con una particolare ricognizione degli insediamenti che mantengono un tasso di perifericità elevato: bassa densità, popolazione anziana e poco istruita, bassa offerta di lavori qualificati, declino dei servizi pubblici, rarefazione di quelli privati, scarsi collegamenti viari con i centri;

–          il secondo: una nozione allargata dell’abitare, inteso come il vivere bene dentro e fuori la propria casa. Hanno quindi rilievo, oltre al comfort abitativo, la dotazione di servizi, la vitalità della comunità locale, la forza delle relazioni sociali, la tutela di beni o spazi pubblici, il significato che assumono lo spazio pubblico e lo spazio privato. Il “ben abitare” risponde ai classici standard abitativi e a parametri socio-ambientali, gli uni e gli altri da valutare con criteri oggettivi e soggettivi;

–          il terzo: il ruolo che assume in questi diversi contesti l’uso di alcuni strumenti tradizionali di intervento, dal progetto urbanistico al progetto architettonico, il quadro di obiettivi con i quali vengono concepiti ed utilizzati, la loro capacità di incidere sulla qualità dello spazio costruito, di rispondere alle domande della comunità locale o alle istanze dei singoli o delle famiglie; quindi, la natura e l’efficacia delle politiche di intervento per le quali la scala urbana/periferica risulta fattore non secondario.

Si potrebbe pensare alla marginalità rurale, ma si tratta di qualcosa di più e di meno, allo stesso tempo. Di più perché l’aggettivo “rurale” non riesce a contenere tutte le connotazioni territoriali che si sono affermate in questi anni di meno perché diversi elementi di perifericità hanno carattere interstiziale; sono angoli di quartieri urbani, sono riquadri ricavati dall’incrocio di grandi vie di comunicazione, sono cul de sac di certe valli, sono zone off limits in disordinate conurbazioni, sono le zone di bonifica. Almeno per l’Italia, tutto ciò si interseca con un permanente e fortissimo dualismo nord-sud, il quale però non deve “coprire” le differenze minori, le micro-periferie che esistono in ogni angolo del paese.

Tali temi rimandano inoltre ad alcune (ma non solo) possibili declinazioni relative a:

–          la dimensione socio-demografica: struttura sociale, demografica e occupazionale delle aree periferiche; capitale sociale, fiducia nelle istituzioni;

–          la dimensione amministrativa: contrattualizzazione delle politiche territoriali; problematica dei piccoli comuni e delle forme di cooperazione intercomunale; multilevel governance;

–          la dimensione mobilità: organizzazione dei trasporti in aree a bassa densità, vie di comunicazione, forme autogestite di trasporto collettivo (car pooling, car sharing, ecc.); molte aree periferiche si reggono quasi esclusivamente sulla mobilità individuale;

–          la distribuzione dei servizi: si diffondono, su uno spazio ristretto, un numero decrescente di servizi; tipico il caso dei centri commerciali: si installano nelle periferie ma drenano clienti dalle aree remote;

–          la dimensione progettuale delle aree periferiche.

Il call è rivolto a studiosi e ricercatori di diverse discipline socio-urbanistiche.

I saggi di circa 50.000 battute (spazi inclusi) e corredati di un abstract in italiano e in inglese (di circa 500 battute l’uno) vanno inviati entro il 31 marzo 2010 a:

Laura Fregolent (freghi@iuav.it)

Michelangelo Savino (savino@ingegneria.unime.it)

Giorgio Osti (ostig@sp.units.it)

I saggi verranno sottoposti alla valutazione di referee anonimi.

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