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Envisaging L'Aquila
edited by Alessandro Coppola

Art in Migration, Migration in Art

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Genova – 19/20 febbraio 2010

Art in Migration, Migration in Art

Pratiche dell’arte e mobilità

Si dice che l’arte astratta sia stata importata all’interno dei canoni estetici occidentali dai “barbari”. Al codice rigorosamente mimetico dell’arte classica, fondato su criteri di aderenza rispetto al reale, la pratica “nomade” avrebbe quindi opposto, stravolgendolo, un movimento che eccede e trasfigura la rappresentazione delle cose. Non si può stabilire con certezza la veridicità di questa ricostruzione, ma anche nel caso (probabile) in cui si trattasse di un mito, il messaggio che recapita è comunque interessante: riguarda il legame tra l’esperienza nomade e la vocazione a trasgredire e appunto astrarre da codici rigorosi di rappresentazione. Quanto questo diverso approccio è legato alla dimensione migrante dei “barbari”? Esiste davvero una matrice nomade alla base di pratiche genericamente artistiche? E, nel caso, come riflette le esperienze concrete di mobilità?

L’incontro nasce dall’idea di promuovere una riflessione sui rapporti che intercorrono tra pratiche artistiche ed esperienze di migrazione. L’intenzione, però, più che censire le diverse produzioni culturali di soggetti a diverso titolo “migranti”, è quella di esplorare i modi in cui determinate manifestazioni artistiche (essenzialmente nel campo della musica, della scrittura e delle arti visive) si realizzano in condizioni di continuo movimento, quasi per impollinazione, e riflettono l’esperienza  di chi migra: un insieme di linguaggi e pratiche che si spostano insieme alle persone e disegnano una geografia inedita, contrapponendosi a ogni logica univoca di appartenenza.

Assegnare uno statuto nomade alla scrittura, alla musica e alle arti visive è però meno scontato di quanto un’apologia troppo ottimista dell’ibridità e del meticciato lasci pensare. Occorre per prima cosa riconoscere la tendenza a “isolare” determinate pratiche culturali, definendole come minori o al contrario imponendole come standard “globali” (l’art negre ieri, la world music oggi); e quindi tener presente che la dimensione del viaggio, per quanto generalizzata, è sottoposta a logiche di confinamento sempre più perentorie. Emergono così due esperienze parallele e inscindibili di mobilità (di persone e di linguaggi) che condividono il fatto di scontrarsi con diverse manifestazioni di confine, dando vita a specifiche strategie di attraversamento. Si tratta in primo luogo dei confini politici e materiali con cui si governa la mobilità di migranti e soggetti displaced: dispositivi che invece di disegnare un sistema rigido e impermeabile sembrano dotarsi essi stessi di una particolare “mobilità”, agendo in termini preventivi, intermittenti, selettivi. Un’azione selettiva per certi versi analoga sembra caratterizzare i confini più immateriali e discorsivi che presidiano quel particolare ambito definito come “arte”, ribadendone una delimitazione apparentemente aperta e flessibile, in realtà rigida e codificata. Inoltre, sia artista che migrante sono termini a dir poco totalizzanti, predicati che finiscono per egemonizzare la definizione del soggetto che designano. Per questo nel corso del seminario l’attenzione si concentrerà su determinate pratiche (quelle migranti dell’arte e quelle artistiche di chi migra), facendo emergere le diverse strategie di sconfinamento e di mobilità che le contraddistinguono e che impediscono definizioni sostanziali e univoche.

Si tratterà quindi di analizzare il rapporto che salda tali pratiche culturali alle concrete esperienze di spostamento e migrazione: il modo in cui le prime si trasformano in base alle seconde, e i linguaggi con cui le rappresentano e le raccontano. Sulla base di queste domande e ipotesi, l’incontro intende rintracciare una matrice nomade in diverse manifestazioni artistiche contemporanee ed esplorare le modalità attraverso cui queste riflettono le esperienze dei migranti.

Genova – 19/20 febbraio 2010

Art in Migration, Migration in  Art. Pratiche dell’arte e mobilità

Venerdì 19/2 –  Fac. di Scienze della Formazione

h. 10.30 – 13.00

Davide Sparti “Note itineranti. L’improvvisazione come pratica culturale“

Emanuela  De Cecco “L’arte sui confini”

Tahar  Lamri “Scritture in viaggio”

h.13.00 – 14.30 Break

h. 14.30 – 16.30  Suoni in movimento

Gilels Suzanne  “Diaspore musicali attraverso il Mediterraneo“

Nicholas Puig  “Itinerari musicali nel  Machrek“
Nils Deniz  “Il crocevia  Istanbul”

h. 16.30 – 17.00 Break

h.17.00- 18.30 –   Arte e confini

Serena Giordano   “Fuori cornice.”

Andrea Mubi Brighenti   ” Artveillance: all’intersezione fra arte e sorveglianza”

Sabato 20/2 –  Fac. di Scienze della Formazione

h. 10.00 – 13.00 Immagini del movimento

Incontro con Maria Thereza Alvez, Rosa Jijon, Adrian Paci (Coordina E. De Cecco)

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