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Teoria del Writing
di Alessandro Ferri a.k.a. Dado

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International Summer School in Urban Ethnnography, Trento Sept 8-12, 2015

With Michael Taussig, Maggie Kusenbach and Nick Dines.

http://events.unitn.it/en/urban-ethnography

ABITABILITÀ A TRENTO – UN QUADRO INTERPRETATIVO

di Francesco Minora e Riccardo Pasi

Il rapporto di ricerca mostra la distribuzione dei fattori che influenzano l’abitabilità della città di Trento su scala di quartiere, incidendo sulle scelte insediative degli abitanti.

Dopo avere fornito una chiave interpretativa del concetto di abitabilità, il rapporto si sviluppa mediante l’analisi di una serie di indicatori quantitativi demografici, economici, ambientali e normativi, riferiti a tre differenti aspetti del fenomeno studiato: eterogeneità socio-funzionale, accessibilità socio-economica, densità della distribuzione dei servizi rispetto alla popolazione residente.

Si individuano così alcune forme abitative della città che contrassegnano i quartieri: disomogeneità abitativa, dinamicità e stabilità residenziale, dispersione insediativa e così via. Il rapporto ha lo scopo di individuare un paniere di indicatori che possa servire ai soggetti pubblici e privati a monitorare gli effetti che le trasformazioni urbanistiche hanno su scala di quartiere, offrendo così spunti di riflessione su come indirizzare le future espansioni residenziali.

Presentazione: 3 febbraio 2014, h.17.30, Sala degli Affreschi, Biblioteca Comunale, via Roma, Trento

INTERVENTI
Francesco Minora, autore · Euricse
Riccardo Pasi, coautore · Università IUAV di Venezia
Bruno Zanon, Università di Trento · Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica
Andrea Mubi Brighenti, Università di Trento · Dipartimento di Sociologia
Albertina Pretto, Università di Trento · Dipartimento di Lettere e Filosofia

Introduce Riccardo Bodini · Euricse

Locandina pdf

Pubblicato da professionaldreamers

ISBN 978-88-908130-2-3

Per richiedere il rapporto : info@professionaldreamers.net

Versione pdf in OpenAccess

Disponibili in OpenAccess altri due libri di professionaldreamers

Sono disponibili in versione pdf ad accesso aperto altre due pubblicazioni di professionaldreamers:

Sudtirolo, il cammino degli eredi, di Francesco Bocchetti e Gianni Zotta : http://www.professionaldreamers.net/?p=857

Terre comuni. Percorsi inediti nelle proprietà collettive del Trentino, a cura di Francesco Minora : http://www.professionaldreamers.net/?p=2780

professionaldreamers vi invita a leggere questi libri, a camminare nelle Alpi e a comprendere i territori! Buona estate.

Sharing spaces, pooling people, commoning territories

Il blog “Shared territories/territori della condivisione” (http://territoridellacondivisione.wordpress.com/) offre un interessante spaccato del dibattito attorno a cui oggi numerosi urbanisti italiani e stranieri si trovano a discutere. Il tema è quello delle pratiche di condivisione (“sharing”)  studiate come dispositivi di nuova urbanità. Grazie al gruppo di lavoro coordinato da Cristina Bianchetti (Politecnico di Torino), nel blog vengono presentati numerosi contributi di ricerca e didattica che problematizzano la questione sia da un punto di vista teorico che empirico, con uno specifico focus su come la pratica della condivisione produca effetti sullo spazio urbano.

La condivisione è qui intesa chiaramente non in termini ecumenici, ma si riferisce ad un ispessimento delle relazioni sociali che produce luoghi in cui ci si riconosce. La condivisione è quindi intesa come un pratica di incontro il cui esito lascia nello spazio e nel tempo segni visibili, che appunto la ricerca di questo gruppo di urbanisti intende svelare e non tipologizzare.

Numerose sono le questioni connesse al tema della pratica di condivisione nello spazio urbano: mi limito a indicarne tre, cui corrispondono altrettanti declinazioni del modo di intendere la condivisione (sharing, pooling, commoning).

La prima è quella legata al fatto che si avverte la necessità del superamento della rigida dicotomia tra spazio pubblico e privato e parimenti si riconoscono come esplicitamente problematici gli eccessi comunitaristici di alcune forme di socialità intenzionale o all’opposto i luoghi della solitudine individualista. I luoghi della condivisione descritti in questa ricerca sono quelli in cui gli utilizzatori si riconoscono per il fatto di usare quel determinato spazio, ma non sentono il bisogno di affermare la propria diversità da altri gruppi sociali o da altri utilizzatori. Si parla quindi di luoghi aperti (anche quando costruiti), il cui utilizzo è però potenzialmente escludibile. In che modo la logica funzionalista, che ancora permea le nostre città, ostacola o promuove queste forme spontanee di relazione? In che modo la pratica della condivisione consente di uscire dalla specializzazione funzionale degli spazi pubblici e privati ad uso pubblico cui le nostre città paiono ormai condannate?

Un secondo tema è quello connesso alla questione dei diritti di proprietà che incidono non poco sulle forme di uso dello spazio e sul modo con cui lo spazio viene condiviso. Nei documenti presenti sul sito si fa esplicito riferimento al modo con cui i paesi anglosassoni e il relativo sistema di common law trattano la questione della proprietà da oltre un secolo, un modo del tutto estraneo alla tradizione del diritto romano. Il concetto di “fascio di diritti” o “bundle of rights” indica un insieme di possibilità e limiti entro cui l’azione dei soggetti può avvenire. Una domanda che ci si pone da questo punto di vista è connessa alle formule di gestione connesse a questo tipo di spazi e alle relative istituzioni. In che modo la pratica della condivisione consente di ossevare le contraddizioni di questo sistema di diritti e quindi ripensare un progetto urbano coerente?

Un terzo tema è quello della produzione di beni e servizi di interesse generale nei territori in cui avviene la condivisione. In base a questa prospettiva non è più l’utilizzatore il fuoco dell’analisi, bensì l’abitante in quanto coproduttore di forme organizzative e di valori territoriali secondo la logica del dono, della gratuità, della volontarietà. La condivisione di “people e places” consente di produrre nuovi significati per i territori urbani e richiede nuove forme di coordimento non basati sull’autorità quali, ad esempio, il contratto. Quali sono oggi i dispositivi che consentono di dare spazio alle pratiche di condivisione? Quali i rischi connessi all’assenza di efficaci meccanismi di governo dei territori capaci di includere la pratica della condivisione?

Le sfide dell’abitare

immagine tratta da Hotel House di Adriano Cancellieri (Fotografia di Francesca Pieroni)

La questione abitativa oggi è tornata ad avere una sua centralità nel dibattito pubblico, complice la profonda crisi del mercato immobiliare che esacerba una serie di ritardi strutturali del sistema abitativo italiano: la scarsa presenza di offerta abitativa residenziale in affitto a canone sociale e moderato, una distribuzione dei titoli di godimento sbilanciata sulla proprietà privata, gli incrementi dei prezzi di mercato assolutamente sproporzionati rispetto alle capacità di spesa delle famiglie italiane, sia in affito che con mutuo, l’assoluta mancanza di soluzioni abitative in grado di rispondere ad esigenze abitative di breve e medio termine.

In assenza di un quadro politico nazionale e regionale coerente, gli immigrati, così come altre popolazioni in mobilità (anziani, giovani single, famiglie unipersonali con figli minori, ex detenuti ecc.), anche se talvolta in possesso di una certa autonomia economica, non riescono a risolvere il problema  di accedere ad una casa decente a prezzi commisurati alle proprie capacità di spesa.

Il convegno ABITARE LA CITTÀ: pratiche di housing e integrazione (13-14 giugno 2013) è l’occasione per ragionare su questa nuova configurazione della questione abitativa, osservare le pratiche e le politiche che sono state attivate grazie a partneship pubblico–private nonprofit in Italia e all’estero e che hanno cercato di trattare il problema della crescente vulnerabilità abitativa.

Esperti di diversa matrice culturale (sociologi, urbanisti, architetti ecc.) si confronteranno sulla questione offrendo una prospettiva di analisi socio-spaziale su pratiche e poltiche di inclusione abitativa. ll convegno è strutturato in due mezze giornate: nella prima verranno messi a tema le principali questioni di carattere teorico. Nella seconda verranno presentati e discussi una serie di sperimentazioni abitative realizzate sia nel nostro paese che oltre confine.

Convegno ABITARE LA CITTÀ: pratiche di housing e integrazione

13-14 giugno 2013

Sala Conferenze della facoltà di Economia – Università degli Studi di Trento

Giovedì 13 giugno 2013
ore 14:00 Accoglienza e iscrizione
ore 14:30 Avvio dei lavori introdotto da S.E. il Prefetto di Trento, dott. Francesco Squarcina
ore 15:00 Antonio Tosi – Categorie analitiche con cui leggere oggi la relazione immigrati – abitare – città
Antonio Tosi è professore di Sociologia urbana e di Politiche della casa nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Si occupa dei rapporti tra povertà ed esclusione abitativa, del reinserimento abitativo degli homeless, dei problemi abitativi degli immigrati e dei rom, di politiche abitative sociali.
ore 15:45 Paolo Boccagni – Le dinamiche migratorie in Italia e in Trentino e il panorama delle politiche di housing in Europa per i migranti
Paolo Boccagni è ricercatore presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. Ha realizzato studi e ricerche sulla partecipazione transnazionale e sull’integrazione degli stranieri, ma anche in tema di terzo settore, di politiche sociali e di sociologia generale.
Coffee break
ore 17:00 Maria Golinelli – La qualità dell’abitare ed il disagio abitativo per i migranti
Maria Golinelli è docente a contratto presso l’Università di Bologna, Facoltà di Scienze politiche “R. Ruffilli”. È autrice di vari articoli sul tema dell’integrazione abitativa degli immigrati e sulle esperienze innovative di housing sociale.
ore 17:45 Discussione
Ore 18:30 Conclusione della giornata

Venerdì 14 giugno 2013
ore 9:00 Colazione di benvenuto
ore 9:30 Giovanni Caudo – L’alloggio sociale: forme e modi dell’abitare collaborativo
Giovanni Caudo architetto urbanista, è ricercatore presso l’Università degli Studi Roma Tre. Insegna progettazione urbanistica alla facoltà di Architettura. Si interessa degli aspetti teorici della disciplina e delle pratiche progettuali di costruzione della città rivolte ai contesti urbani in trasformazione
ore 10:15 Irene Ponzo, FIERI – Housing sociale e integrazione: dalla casa all’abitare, dagli immigrati alla comunità locale
Irene Ponzo ha conseguito il dottorato in Ricerca sociale comparata presso l’Università di Torino. Presso il Dipartimento di Scienze sociali dello stesso ateneo si è occupata di ricerca sui temi dell’housing sociale. Attualmente è ricercatrice senior presso Fieri (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione).
ore 11:00 Luciano Pantaleoni, Coop. Andria – L’esperienza di Andria Cooperativa di Abitanti
Architetto, direttore della Cooperativa Andria di Correggio (RE)
ore 11:45 Giovanni Magnano, Comune di Torino – Politiche per la casa del Comune di Torino – Il progetto Lo.C.A.Re.
Direttore Divisione Edilizia Residenziale Pubblica presso Comune di Torino
ore 12:30 Discussione
ore 13:15 Conclusione della giornata

Iscrizioni su : www.progettomicasa.org/convegno

Presentazione di “il Reportage” – trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia

Un’intervista che apre, un percorso che si muove in parallelo tra scrittura e immagine, un racconto nelle ultime pagine e una foto d’archivio a chiudere la rivista. ilReportage, che ha pubblicato, tra l’altro, testi inediti di Beckett e Kapuscinski, nasce da una precisa esigenza : colmare un vuoto, ridare respiro e valore ad una forma di giornalismo – il giornalismo d’inchiesta – che nella stampa di oggi appare sacrificata, alleggerita del suo vero peso (se per peso intendiamo : cifra, portata) o, all’opposto, esaltata ed esaltante nella forma, ma debole in contenuto. Come spiega Riccardo De Gennaro, giornalista e scrittore, fondatore con Mauro Guglielminotti e direttore della rivista, « in un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti c’è nuovamente bisogno di raccontare la storia in presa diretta ».

E qui la storia viene raccontata non solo attraverso la parola scritta, ma anche attraverso il fotoreportage che, anziché limitarsi ad accompagnare la narrazione, crea uno spazio dentro lo spazio, si ritaglia una sua personale ragione di essere, diventa corpo, narrazione a sé stante. Si tratta in effetti di voci, di voci e di sguardi plurimi, che pur rispettando nell’impostazione la tradizione storica del reportage (come quella di Epoca o di Illustrazione italiana) , si concedono una maggiore apertura rispetto a stile, tema, visione, provenienza. Realtà e immaginario si toccano ma non si fondono, trovando così una loro precisa collocazione tra le pagine senza lasciarsi attrarre e ingannare da una mescolanza spinta all’eccesso che rischierebbe di snaturare il genere.

Restare quindi a cavallo tra giornalismo e letteratura – com’è proprio di questa forma – rimanendo però aderenti al vero, dando corpo al reale attraverso « la grana della propria voce ».

Scrive il fotografo Francesco Pagetti nell’intervista che apre il numero 13 (pag.7): « Per fare foto, come diceva Capa, devi andare molto vicino, se non senti l’odore di quel che ti succede intorno, vuol dire che non lo puoi raccontare come dovresti ». È allora  necessario poter sentire quell’odore, addentrarsi nei sottosuoli del potere, nelle pieghe dei territori, nelle zone interstiziali, nelle feritoie e nella ferita delle periferie, negli altrove di un passato cancellato o dei luoghi di confine. Per fare questo, per mantenersi coerenti con la necessità e il desiderio di colmare uno spazio vuoto – o svuotato – del giornalismo di oggi, la selezione dei pezzi e dell’apparato fotografico è un momento estremamente importante del lavoro redazionale. Una foto non può limitarsi ad illustrare, non può limitarsi ad essere « una bella foto » : la foto deve raccontare. Così come un reportage non può limitarsi a raccontare : deve ricostruire il reale senza filtro, senza copertura, senza troppi abbellimenti – pur mantenendo, certo, la sua qualità letteraria. È questo l’obiettivo che muove la rivista e che ne continua ad alimentare la ricerca : anziché limitarsi a descrivere, ad aggiungere una didascalia al quotidiano, far sentire al lettore quel preciso odore  che Robert Capa, nel ricordo di Pagetti, è stato in grado di restituirci.

Mariasole Ariot

*

Nel nuovo numero di ilReportage: un viaggio negli ex manicomi criminali, un passaggio in India tra fede, rivolte e paure, un’intervista a Nanni Balestrini sui 50 anni del Gruppo 63, un fotoreportage sui ghiacciai, e altro ancora.

Informazioni: ilReportage ha una tiratura di 1.500 copie. Viene distribuito nelle principali librerie italiane. Le pagine sono 96, tutte a colori. Il prezzo è di 10 euro. Direttore è Riccardo De Gennaro, che ha lavorato per oltre 20 anni a il Sole-24 Ore e poi a la Repubblica, photoeditor Mauro Guglielminotti. Pubblicato da Edizioni Centouno srl.

http://www.ilreportage.eu/

Si è spenta Maria Lai

(Maria Lai, Legarsi alla montagna, 1981)

Maria Lai è stata una grande artista e una grande voce della sua terra, la Sardegna. Si è spenta il 16 aprile all’età di 93 anni, poco lontano dal suo amato paese nell’Ogliastra, Ulassai. Le sue realizzazioni, in particolare le performance e gli interventi spaziali da lei realizzati negli anni Sessanta e Settanta, sono straordinariamente interessanti per chiunque si interessi allo studio del territorio come dimensione di vita.

Nel progetto Legarsi alla montagna, Maria si era proposta di creare, come lei stessa scrive, “un nastro che leghi le case tra loro segnando dei ritmi negli spazi delle strade, e le case alla montagna”. Come l’opera di tutti i grandi artisti, anche quella di Maria è difficilmente classificabile, e non può essere ricondotta a etichette quali land art o simili. Le dimensioni implicate nei progetti di Maria colgono a fondo l’intreccio umano e sociale di una serie di elementi che includono le relazioni uomo-donna, le tecnologie artigiane, la relazione con l’ambiente naturale, il rapporto tra spazio domestico e spazio selvatico, geologico e cosmico, le relazioni tra famiglie e gruppi sociali.

Dal 2006 molte delle sue opere sono raccolte presso la Stazione dell’arte, il museo istituito nel paese natale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Lai

http://www.stazionedellarte.it/

http://www.youtube.com/watch?v=HOKsKRyyjqA&list=PLE7F649442A4137FB&index=1

http://www.youtube.com/watch?v=TL8mGWVreeI

http://www.youtube.com/watch?v=nUB99dwvckY

http://www.youtube.com/watch?v=9xfBUFDtsF8

Bibliografia.

Aa. Vv. (2006) Ulassai. Da Legarsi alla montagna alla Stazione dell’Arte. AD arte duchamp: Cagliari.

Costruttori di urbanità

Giovedì 04 Aprile 2013, ore 10.00 – 18.00
Teatro LaCucina, ex-­‐ospedale psichiatrico Paolo Pini
Via Ippocrate, 45, MM Linea 3-­‐ Fermata Affori FN
MILANO

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Briganti o emigranti. Sud e studi subalterni

III seminario di Orizzonti meridiani

Napoli, 16-17 marzo


+ info | https://www.facebook.com/events/147416662089243/?fref=ts

Public Sphere, Crowd Sentiments and the Brain

A Public Lecture Series at Copenhagen Business School organized by Christian Borch, Thomas Z. Ramsøy and Stefan Schwarzkopf.

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L’Associazione Dislivelli pubblica una nuova rivista: Mountain Dossier

Una nuova rivista scientifica dell’Associazione Dislivelli di Torino, pensata per contribuire alla presentazione e diffusione dei risultati di ricerche che guardano ai territori montani come oggetto di studio e indagine.

http://www.dislivelli.eu/blog/e’-arrivato-mountain-dossier-uno-spazio-per-la-ricerca-scientifica-sulla-montagna.html

konfFRONTIERt Symposium – Bologna

Symposium Programme (pdf)

Città, Società e Governo – Collana editoriale dell’editore Ledizioni, Milano

Segnaliamo la collana “Città, Società e Governo” diretta da Enzo Mingione e Serena Vicari – per l’editore Ledizioni di Milano.

La collana “Città, società e governo” si propone di diffondere studi ed analisi – teoriche ed empiriche – sulle trasformazioni della società, dell’economia e del governo dei territori urbani contemporanei. I volumi sono selezionati sulla base del contributo che offrono al dibattito in corso piuttosto che sulla loro afferenza disciplinare, privilegiando i lavori di elevata originalità e qualità scientifica, aperti al confronto interdisciplinare.

+ info : www.ledizioni.it

contatto email : sebastiano.citroni@gmail.com

Primi titoli

Città e università — Conferenza

L’Associazione Giovani Architetti del Trentino organizza una conferenza su “Città e università”:

19 DICEMBRE 2012 orario 17:30-20:00
FOYER DIPARTIMENTO DI LETTERE E FILOSOFIA
via T. Gar, Trento

Come l’Università influenza lo sviluppo della nostra città? La nostra visione: aprire l’università al centro storico, come campus aperto, fulcro di relazioni, di scambi, di conoscenza, creare spazi e legami affinché la città-campus diventi un incubatore di innovazione e cultura che coinvolge studenti e cittadini.

Prof. Bruno Zanon, Università di Trento
Arch. Morag Morrison, Partner Hawkins/Brown, Londra
Arch. Oliver Milton, Partner Hawkins/Brown, Londra
presenteranno PROGETTI ESEMPLARI: OXFORD, LONDRA, COVENTRY

Ing.Arch. Giorgio Davide Manzoni, Università di Pavia,
presenterà la ricerca “La città universitaria di Pavia” esaminando casi italiani ed europei di città universitarie

Moderatore: Dott. F. Gabbi, ricercatore post-dott, Facoltà di Pianificazione Territoriale, IUAV

SEGUIRÀ “AGATN, CASTAGNE E VIN BRULÈ”

+ info | http://www.agatn.net

Deorientalizing Citizenship?

The Second Symposium
Monday, 12 November 2012, 09:30 – Tuesday, 13 November 2012, 18:30
Goodenough College, London
http://www.oecumene.eu/events/2nd-symposium

Keynote speakers
• Walter Mignolo (Duke University) Citizenship, Knowledge and the Limits of Humanity (II)
• Saba Mahmood (University of California, Berkeley) Religious Liberty, the Minority Problem and Geopolitics
Our Second Symposium Deorientalizing citizenship? Experiments in political subjectivity will take place on 12-13 November 2012 at the Goodenough College in London. The symposium is organised by the Oecumene: Citizenship after orientalism research project.
The possibility of conceiving practices of citizenship after orientalism points to experiments that uncover, rearticulate and provoke subjugated forms of politics. Through addressing the intersections between orientalism, colonialism and citizenship (panel 1), exploring possibilities of democratic politics for decolonizing citizenship (panel 2) and troubling universal claims to rights (panel 3), we ask what images of citizenship are emerging in relation to the process of deorientalization? It is this experimentation itself, rather than its outcomes, that constitutes ‘citizenship after orientalism’ as a field of investigation.

URBAN HYBRIDIZATION — book presentation

+ info: WWW.URBANHYBRIDIZATION.NET

Presentazione di “Oggetti da ascoltare”

http://www.unitn.it/dsrs/evento/22357/oggetti-da-ascoltare-hifi-ipod-e-consumo-delle-tecnologie-musicali

Framing the urban experience: urban sociology at work

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riverscaping symposium

Riverscaping: a multidisciplinary symposium on the river in the arts, humanities, and sciences @Amherst

Topic: Riverscapes is a term that has recently emerged to describe the most immediate
landscapes that follow and flank rivers. Historically, this term was used to describe the
physical earth around the river as a place impacted by and connected to the water–it
refers to both actual places and represented landscapes. Our project extends this
definition: the impact of the river on art, culture, space, the environment and the
imagination is far more complex and oscillating. We see the riverscape as a term that
binds together multiple histories, sciences, arts, practices and communities Is there
coalescence between the soft boundaries of a flowing, rising and sinking, inhabited
water body, its adjacent natural topologies, our human-made material conditions and
shifting modes of inquiry?

programma: http://www.riverscaping.org/

A few links we recommend today

http://nycga.cc/2011/09/30/declaration-of-the-occupation-of-new-york-city/

http://www.occupytogether.org

http://www.adbusters.org/campaigns/occupywallstreet

http://occupywallst.org/

http://takethesquare.net/

Urban Change Seminar

Nell’ambito dei seminari “Urban Change”, Seminario Permanente sulle  trasformazioni urbane, in allegato inviamo l’invito a partecipare alla
presentazione del libro “Piccolo Nord. Scelte pubbliche e interessi  privati nell’Alto Milanese”, a cura di Tommaso Vitale e Simone Tosi, Bruno Mondadori, 2011. Il seminario si terrà il 10 ottobre alle 16,30, al Politecnico di  Milano, Aula Gamma. Oltre ai curatori del volume interverranno Daniele  Pennati, Arturo Lanzani, Paolo Perulli e Costanzo Ranci.

Flyer

Bologna al muro

10 settembre 2011 – vicolo de’ Facchini, Bologna

Una giornata di interventi artistici e musicali ispirati alle scritte dell‘archivio + una tavola rotonda con studiosi di varie discipline per iniziare una riflessione sulla pratica della scrittura murale e tentare di rispondere ad alcune domande:

  • le centinaia di frasi che quotidianamente ci interpellano dai muri dicono qualcosa sulla città e su chi la abita?
  • è possibile far convivere queste pratiche di scrittura con il rispetto dello spazio urbano, in particolare con gli edifici storici?
  • la creazione di spazi appositi potrebbe essere una soluzione?
  • esiste un punto di vista storico sul fenomeno della scrittura murale?
  • che relazione esiste tra scritte, graffiti e tag?
PROGRAMMA
ore 10-24
laboratorio continuo di stampa tipografica c/o Serendipità v.lo de’ Facchini 2/2
ore 10-24
interventi artistici e performance di: 2501Arturo – Francesca Bellussi – Andrea BrunoFrancesco CattaniBarbara De DominicisOPIEMMEFolskaFrenki P.Mighty Mau – Erik Fresh 78 – Eric e MoeAmalia MoraMP5OfeliaDorme – Valentina Paci – Shootin Dollz Fiorenza Menni/Teatrino ClandestinoRadio Kairosto/letArianna Vairo
ore 15,30
«Scrivere sui muri» tavola rotonda

partecipano: Pietro Gaglianò – Maria Paola Landini – Andrea Mubi Brighenti – Fabiola Naldi – Milena Naldi – Alberto Negrin – Mili Romano
coordina Vega Partesotti
ore 22
festa di strada

http://bolognaalmuro.net/idxprod/index.php?/evento/

Un report dal Festival dell’Architettura di Terni e Perugia

Riceviamo e pubblichiamo questo utile report di Claudia Roselli (Facoltà di Architettura, DUPT, Università di Firenze School of Planning and Architecture, UD, New Delhi, India) su FestarchLAB e FESTARCH, iniziative che si sono tenute a Terni e a Perugia tra maggio e giugno 2011.

***

FestarchLAB – Talents Outing, TERNI, 26 maggio – 1 giugno 2011

A qualche giorno dalla conclusione del Festival dell’Architettura, impressioni e sensazioni di uno degli eventi più nuovi e propositivi della scena italiana.

Il Festival si è svolto in due sezioni: la prima localizzata a Terni e la seconda a Perugia, capoluogo di provincia della regione Umbria.  L’officina del FestarchLab si è svolta a Terni: una serie di workshop aperti a studenti, ricercatori, architetti, viaggiatori e liberi cittadini. Laboratori urbani sperimentativi di analisi delle interazioni tra le diverse aree della città ed i suoi abitanti, concentrato nei vari quartieri ternani: dalle piazze del centro, al quartiere Matteotti progettato da DeCarlo, sino al quartiere “città giardino”, piccole casette costruite all’inizio del novecento, inspirato alle Garden City inglesi e vicinissimo al CAOS, ex fabbrica chimica, oggi centro polifunzionale, punto di riferimento delle varie attività connesse al Festival. I laboratori sono stati pensati per riscoprire e riattivare dinamiche territoriali della cittadina umbra.

Tra questi il Laboratorio Think Community Town, organizzato da Ecosistema Urbano, gruppo spagnolo che opera in ambito urbanistico promuovendo iniziative di partecipazione collettiva alla progettazione urbana attraverso l’osservazione delle diverse sensibilità territoriali, utilizzando una multidiscinarietà di analisi dell’esistente. (http://www.ecosistemaurbano.com/). Il workshop intitolato Il quartiere creativo / Creative Neighborhood è stato portato avanti da piccoli gruppi che hanno lavorato su zone diverse della città senza nessun collegamento effettivo tra loro se non quello della metodologia usata per le diverse interazioni.

Riporto la scheda del progetto Il Giardino del Quartiere Giardino, localizzato nel quartiere Città Giardino, al quale ho preso parte insieme a Sonia Pettinari ed Elvira Lòpez Vallés. Seguono in maniera schematica le varie fasi del lavoro:

# 1 Relazioni Urbane
Attraverso un giro esplorativo in bicicletta della città, sono stati mappati i luoghi intorno al quartiere, evidenziando i rapporti visibili ed invisibili tra le diverse aree urbane ternane.

# 2 Il Quartiere Giardino
E’ stato preparato un questionario composto da tre domande, che è stato posto agli abitanti:
Cosa ti piace del tuo quartiere? Che cosa ti piacerebbe trovare che invece non c’è? Qual’è il tuo luogo speciale, del quartiere la Città Giardino?
Dalle risposte al questionario è emersa la mancanza di un luogo per le persone anziane, nonché il bisogno di iniziative collettive forti, capaci di creare sinergie relazionali durature, per l’intero quartiere.

# 3 Il Giardino del Quartiere

E’ stato individuato il giardino di Via Premuda, n.8. Un luogo intimo e poetico, vicino alla Chiesa del Sacro Cuore in Piazza Adriatico: uno spazio pubblico, ma chiuso con un cancello. L’idea era quella di creare, un insieme di attività, con l’aiuto degli abitanti del quartiere, cercando di attivare relazioni tra le persone e con il territorio stesso. Strategie utilizzate per la realizzazione dell’idea: semplice segnaletica di ephemeral urban design per segnalarne l’esistenza, evidenziandone le potenzialità intrinseche e disvelando la sua valenza di spazio urbano aperto che potrebbe essere usato dai cittadini per giocare, leggere, fare del giardinaggio o semplicemente stare, all’interno del prospettato nuovo quartiere creativo ternano.

# 4 La riappropriazione dello spazio pubblico
Il giorno 30 maggio, Il giardino del Quartiere Giardino è stato abitato dagli abitanti del quartiere dalle tre del pomeriggio sino alle undici di sera. Gli anziani hanno giocato a carte,dal primo pomeriggio, mentre i bambini hanno letto fiabe, piantato semi e giocato a mosca cieca. Abbiamo cenato insieme, seduti intorno ad un tavolo con la tovaglia a fiori ed insieme abbiamo spostato le panchine per assistere ad un surreale spettacolo di Stanlio ed Olio, interpretato da due giovani attori del quartiere, catapultati nel giardino direttamente dall’inizio del secolo in un loop infinito di gag. Si sono accese le luci nel piccolo palco: all’orizzonte le colline umbre e in tutto il giardino un’atmosfera senza tempo.

# 5 ?
Il giorno successivo all’apertura del Giardino di Via Premuda, insieme all’Associazione SOS, che ha sede nello stabile dell’ex-ferriera, di fianco al giardino, è stato stilato un calendario di attività possibili: il gioco delle carte, le ripetizioni pomeridiane, l’orto urbano, il cineforum per bambini e le cene sociali.
Sono state duplicate le chiavi e regalate agli abitanti del quartiere che hanno espresso la volontà effettiva di ri-appropriarsi emotivamente dello spazio che era già loro.

***

FESTARCH – International Architecture Festival by Abitare, PERUGIA, 2 giugno – 5 giugno 2011

Alessandro Cimmino, Napoli, un diverso sguardo sulla città, 3 giugno 2011

Mohesen Mostafavi, Agonistic Urbanism, 4 giugno 2011

Dopo i laboratori interattivi nella città di Terni, le esperienze, le immagini, le teorie ed i sogni sulla città contemporanea si sono spostati a Perugia. Un susseguirsi di conferenze sul tema della città e l’anti-città. Hans Ulrich Obrist, curatore d’arte e co-direttore della Serpentine Gallery, in uno dei suoi interventi ha messo a fuoco una delle necessità fondamentali dei nuovi narratori di città: inventare nuovi vocabolari. Nuovi linguaggi e nuove parole per cartografare il presente attraverso una reinterpretazione oggettiva e critica del passato. Un ampliamento delle bande percettive per sensibilizzarsi alla contemporaneità. Durante i vari confronti, sono state analizzate sotto diverse sfaccettature le capacità odierne delle città e dei loro abitanti di auto-rigenerarsi e di auto-formarsi in risposta ai conglomerati di anti-città, causa di ghettizzazione, segregazione ed esclusione all’interno dell’intero corpo urbano. A proposito di questo tra le innumerevoli conferenze: “ Ripartire dalla Comunità” coordinata da Alberto Saibene, un incontro incentrato sull’approfondimento del concetto di comunità.

Il discorso si è evoluto seguendo le interpretazioni date dalla presenza di diversi esperti Elda Martino, direttrice di comunitàprovvisoria, Lorenzo Castellini, fondatore di Esterni, Piergiorgio Giacchè, antropologo ed Elisabetta Almadori, responsabile culturale a Terni, tutti hanno parlato di comunità, definendone proprietà e caratteristiche, in termini più immaginari che concreti. Giacchè, ha ricordato un personaggio di spicco nel fare comunità, Aldo Capitini, pacifista ed educatore, perugino di nascita che seguendo il credo “Il potere è di tutti”, ha sempre creduto all’essenza della comunità come un’unità composta da diverse individualità, in grado di permettere la salvezza e la rivitalizzazione di un intero territorio. Lui che con il suo luogo di origine ha avuto sempre dei legami molto stretti è stato ricordato proprio come un attivatore di situazioni, capaci di produrre plusvalore territoriale. I cittadini non sono utenti anonimi ma fabbricanti di città ed hanno un ruolo attivo nel costruire luoghi e spazi.

Il Festival, organizzato dalla rivista Abitare, ha fornito uno sguardo sulla scena mondiale globale, presentando anche le nuove edizioni internazionali della rivista, tra i quali Abitare Bulgaria ed Abitare Messico, entrambi focalizzati su tematiche contestualizzate nei loro diversi luoghi geografici, ma interessanti come osservatori critici sulle nuove interpretazioni di trasformazioni urbane: ricerche incentrate su architettura e violenza, architettura e dimenticanza, architettura e sesso, architettura e periferia.

Sono stati poi presentati lavori di artisti che attraverso immagini e parole narrano la complessità dell’attuale complessa stratificazione urbana.
Tra questi, la proiezione di immagini di Alessandro Cimmino sulla città di Napoli, accompagnata dal suono della batteria, in un happening unico, all’interno dell’oratorio di Santa Cecilia. Serie di immagini del capoluogo campano e della sua periferia, racconti della città attraverso tagli e sguardi trasversali di luoghi ed edifici.

A chiudere l’intera manifestazione un dibattito su “Let’s change country, Lets’ stay in Italy”, tenuto da Stefano Boeri, Renato Soru, Wladimiro Boccali e Claudio Ricci: una piattaforma aperta su un interrogativo molto attuale per chi come ricercatore, studioso ed inventore di realtà si trovi costretto ad emigrare in altri luoghi geografici per diverse motivazioni. In attesa della prossima edizione per chi si fosse perso l’evento, più notizie al link: http://www.thinktownterni.it/

Abitare New Delhi

Nell’ambito del progetto I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea,curato dalla Prof. Stefania Rössl presso la Facoltà di Architettura ‘Aldo Rossi’, Università di Bologna ( http://identityhousing.wordpress.com/ ), segnaliamo il seguente seminario che terrà Claudia Roselli: